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Ultimo aggiornamento: 12:48
Una raffica di errori nelle certificazioni uniche che a molti lavoratori in procinto di presentare la dichiarazione dei redditi potrebbero costare la perdita, del tutto o in parte, dei bonus e delle detrazioni arrivate un anno e mezzo fa con la legge di Bilancio 2025. C’è addirittura chi rischia di dover restituire mille euro per un macroscopico difetto di compilazione.
I centri di assistenza fiscale (Caf) della Cgil stanno da settimane riscontrando numerosi pasticci e hanno lanciato l’allarme. La platea delle persone coinvolte oggi non è quantificabile, anche perché sono pochi quelli che hanno già presentato il 730, ma rischia appunto di ingigantirsi nei prossimi mesi. Secondo il sindacato, è quindi necessario un intervento del ministero dell’Economia per permettere le correzioni ed evitare di penalizzare “migliaia di contribuenti”. La preoccupazione nasce anche dal fatto che da domani arriva la precompilata, e molte di queste potrebbero assorbire questi errori.
Le situazioni analizzate dai Caf della Cgil riguardano diversi settori. Perché il problema sta nascendo proprio quest’anno? Il motivo è che nel 2026 i lavoratori italiani dichiarano i redditi del 2025, primo anno di applicazione del nuovo cuneo fiscale approvato sedici mesi fa dal governo Meloni. Il nuovo sistema prevede bonus e detrazioni che si calcolano in percentuale del reddito complessivo. Quindi è necessario calcolare bene questo importo su cui conteggiare il bonus cui si ha diritto, avendo cura di inserire le voci che vanno incluse ed escludere le altre. Ed è proprio qui che sta cascando l’asino: già in queste prime settimane, i centri fiscali stanno rilevando numerosi errori, che rischiano di causare danni ai lavoratori. Sia in un senso che nell’altro: qualcuno potrebbe avere meno di quanto spetta, altri potrebbero essere costretti a restituire somme.











