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29 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 14:40
“Se confermate le indiscrezioni giornalistiche finora uscite desidero esprimere la mia più sincera gratitudine agli inquirenti per aver individuato il responsabile dell’atto criminale avvenuto il 25 aprile scorso. Il loro impegno merita la mia più sincera riconoscenza”. Con queste parole Rossana Gabrieli, una delle due persone rimaste ferite durante l’episodio avvenuto il 25 aprile, ha commentato il fermo del ventunenne Eithan Bondi, avvenuto questa mattina. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il giovane sarebbe ritenuto responsabile degli spari che hanno colpito due partecipanti alla festa per l’Anniversario della Liberazione. Le autorità stanno ora verificando il movente e la dinamica esatta dei fatti, mentre proseguono gli accertamenti su eventuali collegamenti ideologici o contesti di radicalizzazione. Il giovane, in casa del quale sono stati trovati coltelli e vessilli d’Israele, ha confessato di essere lui l’aggressore della coppia aggredita perché indossava al collo il fazzoletto dei partigiani.
“Mi rattrista profondamente apprendere che la persona fermata sia così giovane, appena ventunenne, e già così imbevuta di odio”, ha dichiarato, evidenziando lo sgomento per la possibile radicalizzazione di un soggetto così giovane. Un passaggio che introduce una riflessione più ampia sulle dinamiche sociali e culturali che possono portare a gesti di violenza in contesti pubblici e commemorativi. La vittima ha poi voluto allargare il discorso al piano politico e comunicativo, sottolineando la necessità di abbassare i toni nel dibattito pubblico. “Nonostante ciò, resto ferma nella mia posizione di vittima che chiede che la giustizia faccia il suo corso”, ha affermato Gabrieli, aggiungendo infine: “Auspico con grande passione che il livello di contrapposizione nel dialogo tra tutte le parti, in particolare tra quelle politiche, possa trovare toni più pacati e una comunicazione più efficace”.








