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Ultimo aggiornamento: 14:55

È impossibile negarlo: serviva una scossa e la scossa è davvero arrivata. L’impatto che Roberto D’Aversa ha avuto nel Torino è stato più che positivo: due sconfitte, sì, ma soprattutto quattro vittorie e due pareggi (di cui l’ultimo, con l’Inter, capace di riportare un po’ di entusiasmo a una piazza molto delusa), con una media di 1,75 punti a partita. È chiaro che con i se e i ma non si va da nessuna parte, e che probabilmente sarebbe stato difficile mantenere un andamento del genere per tutta la stagione, ma l’aritmetica salvezza (obiettivo davvero minimo) arrivata grazie alla reazione del gruppo porta la firma dell’allenatore. E da questo il Torino parte per valutare attentamente il suo futuro.

D’Aversa ha firmato quasi in bianco: quattro mesi di contratto senza opzioni o vincoli. Vincoli che non voleva il Toro, certo, ma che per l’allenatore sono stati una scommessa. Un modo per rilanciarsi dopo qualche stagione davvero molto faticosa. E il rilancio di certo è avvenuto: l’ex Parma ha allenato una squadra tecnicamente più forte rispetto a quelle avute in precedenza e ha dimostrato di saper portare a casa i risultati giusti pur con un gioco molto attendista. Ha sistemato la difesa, ha reso un po’ più efficaci gli attaccanti. Ora, con 4 partite al termine e un derby da giocare, l’intenzione è quella di restituire all’ambiente quell’entusiasmo che ha portato a uno sciopero del tifo prolungato da diversi mesi. Per provare, quindi, a trattare la conferma con la proprietà.