“L'Europa si sta riscaldando a una velocità più che doppia rispetto alla media globale”. È questa, nonostante la messe di dati allarmanti contenuti nel rapporto, l’affermazione che colpisce di più e che dà il senso complessivo dello European State of the Climate, la relazione annuale sul clima del Vecchio Continente, presentata dall’Organizzazione meteorologica mondiale e dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF). La novità, si fa per dire, è che “non si salva nessuno”. Se negli anni passati l’attenzione dei climatologi si era concentrata soprattutto sull’area del Mediterraneo (spesso definita un hot spot dell’innalzamento anomalo delle temperature), l’edizione 2026 del dossier enfatizza come la crisi climatica riguardi tutta l’Europa, dalle sue regioni più meridionali fino al Circolo Polare Artico. Anzi è proprio il grande Nord ha suscitare le maggiori preoccupazioni per ciò che è successo l’anno scorso, e per le conseguenze che questo potrà avere sulle società umane e sulla biodiversità.
Il riscaldamento dell’Artico continuerà per tutto il secolo, anche senza CO2
08 Gennaio 2026
“L’Artico è la regione della Terra che si sta scaldando più rapidamente”, avverte lo studio che indica in 0,75 gradi ogni decennio la crescita di temperature negli ultimi 30 anni. L’Europa, nello stesso periodo, si è scaldata di 0,56 gradi ogni dieci anni, mentre il Pianeta di 0,27 gradi centigradi.







