Non è detto che sia davvero un "cane sciolto" come l'hanno descritto, Eithan Bondi. Il 21enne, fermato dalla polizia a Roma, ha ammesso di essere stato lui a sparare lo scorso 25 aprile contro due manifestanti a pochi metri dal parco Schuster, dove era arrivato il corteo per la Festa della Liberazione. Li ha colpiti con una delle sue pistole da soft air: gli investigatori ne hanno trovate diverse durante la perquisizione a casa sua, insieme ad alcuni coltelli e bandiere israeliane. Bondi, ex studente di architettura (ha lasciato l'università) ha dichiarato di far parte della comunità ebraica di Roma, che si è subito dissociata dal suo gesto: il presidente Victor Fadlun ha espresso vicinanza ai due feriti e "sgomento e indignazione" per l'accaduto.

Roma, 25 aprile: il momento dello sparo ai due attivisti dell'Anpi

Ma le indagini ora puntano a capire se, come si sospetta, il ragazzo faccia parte di un gruppo più strutturato. Uno di quelli che, a partire dal 7 ottobre, si sono distinti per azioni filo-sioniste sul territorio capitolino. Ad esempio, lo strappo di manifesti pro-Palestina nei pressi del centro sociale “La Strada” o la vandalizzazione ripetuta del murale dedicato a Handala, il bambino palestinese raffigurato di spalle, con le mani incrociate dietro la schiena, simbolo della sofferenza di un popolo segnato dalla guerra. Oppure, più recente, la vandalizzazione dell'aula autogestita all'università di Roma Tre.