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29 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 13:06

Dopo il fermo del 21enne Eitan Bondi per gli spari al 25 aprile a Roma, la Brigata ebraica di Milano e la Comunità ebraica di Roma condannano e prendono le distanze dal gesto del giovane: “Orrore e indignazione”, hanno dichiarato. A loro, si è unita anche l’Unione delle comunità abraiche italiane (Ucei). La tensione però, rimane altisisma, tanto che l’Anpi si è appellata alla magistratura: “Non può sfuggire a nessuno l’estrema gravità della vicenda”, hanno scritto in una nota. “Da tempo assistiamo a una deriva estremistica e intimidatoria di parte di alcuni esponenti della Comunità ebraica di Roma”. Il riferimento è a minacce e lettere intimidatorie ricevute da dirigenti Anpi con sigle come quella del GSE (Gruppo Sionistico Giovanile). “Se dalle parole si passa alle pistole cambia tutto. Chiediamo alla magistratura non solo di appurare l’esistenza di eventuali mandanti dell’aggressione armata avvenuta a Roma, ma anche di aprire un’inchiesta su tali presunti gruppi paramilitari presenti nella Comunità ebraica romana”. Una deriva raccontata su il Fatto quotidiano a ottobre scorso e sulla quale, con un post su Facebook, si è espresso anche il giornalista Gad Lerner: “Degenerazione squadristica, chi sa parli”, ha scritto. Per questo, l’Associazione nazionale partigiani chiede al ministro Piantedosi “di andare fino in fondo”. Quello del 25 aprile scorso è solo l’ultimo episodio allarmante.