La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio ha approvato all'unanimità la Relazione sui "Braccialetti Elettronici".

Relatrici la presidente Martina Semenzato, le senatrici Elena Leonardi e Cecilia D'Elia.

Dopo aver audito 7 persone e ricevuto 5 memorie e "alcuni materiali in regime di segretezza", la Commissione nella relazione ha "confermato l'importanza del braccialetto elettronico quale mezzo di protezione delle vittime, in particolare da delitti di violenza di genere, domestica e contro le donne".

L'inchiesta fotografa "le modalità di funzionamento dei dispositivi" e "gli interventi fatti per superare le criticità grazie ai recenti interventi del Legislatore" anche se "resta comunque imprescindibile la corretta valutazione del rischio di letalità da parte del magistrato che affida la tutela della vittima a misure diverse da quella della custodia cautelare in carcere, quando invece ricorrono i presupposti che ne legittimano la applicazione".

Sono quattro i macro indirizzi: interventi migliorativi del funzionamento dei braccialetti elettronici; accelerazione delle procedure; verifica prioritaria dei malfunzionamenti; aggiornamenti organizzativi e tecnologici. Mentre 16 le indicazioni di dettaglio tra cui: una adeguata e dettagliata informazione alla persona offesa sul funzionamento e sui limiti del braccialetto elettronico; una individuazione di una zona di preallerta; l'aumento dei dispositivi attivabili mensilmente; di avvalersi di una Sala Operativa Centralizzata in grado di smistare le segnalazioni e introduzioni di "Linee guida nazionali" per le Forze dell'Ordine, solo per citarne alcune.