Roma, 29 apr. (askanews) – Annata ad alto rischio per il pomodoro da industria, stretta tra l’aumento dei costi di produzione del 50%, legati anche agli effetti della guerra in Iran, e un forte incremento delle superfici coltivate stimato al momento in +20% che potrebbe generare squilibri di mercato. È questo il quadro di Coldiretti Puglia sull’annata del pomodoro in Puglia, con i trapianti partiti in ritardo per la forte ondata di maltempo delle scorse settimane che ha ritardato le operazioni in campo, con una situazione particolarmente critica in Puglia nel Centro-Sud dove, a differenza del Nord Italia, non è stato ancora raggiunto alcun accordo sul prezzo.
Nel Nord è stato infatti già siglato un contratto al ribasso, con valori compresi tra i 13 e i 13,7 centesimi al chilo, inferiori rispetto allo scorso anno, ricorda Coldiretti Puglia, mentre al Centro-Sud le trattative sono ancora in corso, con la parte industriale che spinge per una chiusura su livelli più bassi, aumentando l’incertezza per gli agricoltori.
Il risultato è una combinazione pericolosa, con costi certi in aumento e ricavi sempre più incerti e potenzialmente in calo. In questo scenario la Puglia gioca un ruolo centrale, è infatti il principale polo della salsa Made in Italy nel Mezzogiorno, concentrato per l’84% in provincia di Foggia, leader del comparto, sottolinea Coldiretti Puglia, con circa 3.500 produttori impegnati su una superficie complessiva di circa 32mila ettari, per una produzione di 20 milioni di quintali e una Produzione Lorda Vendibile che sfiora i 180 milioni di euro, numeri di assoluto rilievo se confrontati con il dato nazionale, che si attesta su circa 55 milioni di quintali di produzione e 95mila ettari investiti.






