Da madre e figlia a madre e figlio. Perché “come voi, riconosciamo l’importanza vitale, unica e preziosa del legame tra madre e figli. Conosciamo il profondo significato di nutrire e proteggere la vita che generiamo“. A firmare la lettera sono l’attrice Ornella Muti e Naike Ravelli, che hanno sottoscritto l’appello di Peta (People for the Ethical Treatment of Animals). Missiva inviata al Gruppo Prada, in particolare a Miuccia, co-direttrice creativa del Gruppo, e al figlio Lorenzo Bertelli, responsabile della Corporate Social Responsibility, per chiedere loro che la società del lusso smetta di usare pelli di animali selvatici per i propri prodotti.

“Il legame tra una madre e la sua prole è profondo e insostituibile, eppure agli animali sfruttati per la loro pelle viene negata ogni possibilità di vivere come dovrebbero”, scrive la coppia madre-figlia. “Gli unici ad avere bisogno della propria pelle sono gli animali stessi. Vi preghiamo di impegnarvi affinché il Gruppo Prada metta al bando l’utilizzo delle pelli selvatiche e si orienti verso pregiati materiali vegani che onorino la vita, l’unità e la pace”.

Peta ha più volte documentato la crudeltà dilagante nei macelli che forniscono pelli di animali all’industria della moda. I lavoratori gonfiano i serpenti vivi con acqua, li colpiscono alla testa con martelli e li tagliano con rasoi; incidono il collo dei coccodrilli e infilano barre di metallo nella loro colonna vertebrale; decapitano lucertole vive con i machete. Un’inchiesta di Peta sulle più grandi aziende al mondo di macellazione di struzzi, ha rivelato che i giovani uccelli vengono stipati su camion e trasportati ai macelli, dove vengono sottoposti a scosse elettriche e sgozzati.