Google ha messo sul piatto 30 milioni di dollari per finanziare progetti di ricerca scientifica basati sull’Intelligenza Artificiale, con un bando globale rivolto a università, organizzazioni no-profit e imprese sociali.
L’iniziativa, che punta su ambiti come salute, scienze della vita, resilienza alle crisi e ambiente, ha una dimensione economica rilevante, ma il suo significato va oltre la cifra: segnala un passaggio delle grandi aziende tecnologiche dentro il processo stesso di produzione della conoscenza. “Oggi l’IA ha il potenziale di accelerare il ritmo della scoperta scientifica, soprattutto quando si tratta di affrontare sistemi complessi come la salute o il clima”, spiega a Tuttoscienze Leslie Yeh, Director of Scientific Progress di Google.org, il braccio di Google a sostegno delle iniziative che utilizzano la tecnologia per affrontare sfide globali. “Questo permette ai ricercatori di esplorare scenari che fino a pochi anni fa erano semplicemente fuori portata”.
Il punto non è solo replicare più velocemente ciò che già si faceva, ma cambiare il tipo di domande che è possibile porsi. Sempre più spesso, infatti, i modelli non vengono utilizzati solo per analizzare dati esistenti, ma per generare ipotesi, simulare scenari e orientare gli esperimenti.







