Solo a gennaio di quest’anno, Google ha annunciato un fondo da 20 milioni di dollari intitolato Ai for Science Fund per supportare università e organizzazioni no-profit. Il requisito è l’utilizzo dell’innovazione per eccellenza, l’intelligenza artificiale, al fine di studiare e risolvere problemi complessi di un mondo complesso e in costante cambiamento, trovando il punto di incontro tra la scienza e le altre discipline.
L’iniziativa è stata annunciata dalle pagine blog ufficiali del colosso tecnologico di Mountain View, ma è importante sottolineare che questo finanziamento milionario non è stato elargito da Google in sé per sé. Arriva da Google.org, il suo ramo filantropico attualmente gestito dalla manager Jacquelline Fuller, e che solo cinque giorni fa – il quattro febbraio – ha invece annunciato una nuova ondata di finanziamenti, questa volta supportando il lavoro di quattro centri di ricerca italiani. Parliamo del politecnico di Milano, quello di Torino, l’università Cattolica del Sacro Cuore a Roma e l’università di Catania. L’obiettivo dichiarato – come si legge in una nota stampa ufficiale – è quello di «sviluppare nuovi progetti di ricerca basati sull'intelligenza artificiale». Attenzione particolare al campo medico e dell’oncologia femminile, soprattutto a tumori ginecologici rari e sulle forme più aggressive di carcinoma mammario, scrivono.








