«Non sai chi sono io, togli la divisa poi vediamo» sonofrasi generiche e non intimidatorie. Va dunque escluso il reato diresistenza al pubblico ufficiale per l'automobilista che, pur agitato e non collaborativo, le pronuncia contro gli agenti che lo fermano per un controllo. LaCassazione ha così respinto ilricorso della pubblica accusa, che contestava l'assoluzione dell'imputato con la formula «perchè il fatto non sussiste», decisa dal Tribunale, in seguito al rito abbreviato. Senza successo il Procuratore generale aveva sottolineato che il giudice di merito non aveva dato il giusto peso al comportamento dell'automobilista che, come risultava dall'annotazione della polizia giudiziaria, nel corso delle verifiche a cui era stato sottoposto, aveva «tenuto una condotta violenta e minacciosa, certamente idonea a mettere in concreto pericolo il bene giuridico tutelato».
Frasi generiche non minacciose
Il Pm chiedeva di valorizzare alcune circostanze: «Appena sceso dall'auto si mostrava scontroso cercando lo scontro fisico faccia a faccia con gli agenti e con le braccia sgomitava e sbracciava verso gli operatori», tentando di dileguarsi al fine di eludere il controllo e con tono di voce alto pronunciava le frasi «non sapete con chi avete a che fare» e «non sapete chi sono io» o «togliti la divisa e vediamo». A dimostrazione dello stato di agitazione anche il fatto che «durante la perquisizione si agitava talmente tanto da far cadere a terra alcune monete che aveva nella tasca dei pantaloni».








