L'accordo Ue-Mercosur, al via dal 1° maggio, apre una nuova fase per le imprese italiane, soprattutto nel comparto agroalimentare.
In questo scenario l'Italia guarda al Brasile come uno dei mercati più promettenti per dare nuovo slancio all'export e rafforzare la presenza del Made in Italy.
È in questo contesto che si è svolto al polo culturale ItaliaNoRio di Rio de Janeiro, l'evento "Italia à Mesa", promosso dalla Camera di commercio italo-brasiliana. Un appuntamento partecipato e operativo, aperto dal console generale a Rio Massimiliano Iacchini, che ha riunito importatori, ristoratori, chef e operatori in un momento chiave per comprendere e anticipare i cambiamenti in arrivo.
Il primo panel ha avuto un taglio tecnico-istituzionale e ha affrontato nel dettaglio le leve più sensibili dell'accordo: dalla progressiva riduzione delle tariffe alle quote di importazione alla tutela delle denominazioni di origine. Al centro anche il nodo fiscale, con un elemento emerso con chiarezza: ogni prodotto seguirà una propria logica di tassazione, con aliquote differenziate anche all'interno della stessa categoria, come nel caso dei formaggi. Un aspetto che rende decisiva la corretta classificazione doganale. In questa direzione, la presidente della Camera, Renata Novotny, ha invitato gli operatori a prestare massima attenzione ai codici di tariffazione, vero snodo competitivo nel nuovo scenario. Sul fronte della qualità e della tutela, l'addetto economico del consolato generale, Pietrino Cadoni, ha evidenziato un risultato strategico: l'inserimento di 57 prodotti italiani a denominazione protetta all'interno dell'accordo. Un passaggio che rappresenta insieme una conquista per l'industria italiana e una garanzia per il consumatore finale, sempre più attento all'autenticità.







