Roma, 28 apr. (askanews) – Un nuovo focolaio di tensione internazionale emerge lungo le coordinate diplomatiche tra Ucraina e Israele. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha pubblicamente condannato Israele, accusandolo di aver acquistato grano rubato de facto da Mosca, in quanto coltivato nelle zone ucraine occupate dalla Russia. Nel frattempo, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha affermato che Kiev, prima di accusare, dovrebbe fornire delle prove e non lanciarsi in una “diplomazia di Twitter”.
Ieri le prime indiscrezioni fatte trapelare dall’agenzia Axios ieri su possibili ritorsioni da parte ucraina contro Israele qualora avessero fatto sbarcare il grano ucraino sottratto dai russi. Oggi Zelensky ha affermato che “in qualsiasi Paese normale, l’acquisto di merce rubata è un atto che comporta responsabilità legale. Questo vale, in particolare, per il grano rubato dalla Russia”.
“Un’altra nave che trasporta questo grano è arrivata in un porto israeliano e si sta preparando a scaricare. Questa non è, e non può essere, un’attività commerciale legittima. Le autorità israeliane non possono ignorare quali navi arrivano nei porti del Paese e quale carico trasportano”, ha specificato Zelensky, aspettandosi che ” le autorità israeliane rispettino l’Ucraina e si astengano da azioni che possano compromettere le nostre relazioni bilaterali”.







