Una settimana decisiva, all’insegna della ripartenza. Ma complessa come poche, perché per ripartire servono soldi, tanti soldi, e il piatto piange. Sono tre le misure che il governo ha in canna e che punta a chiudere entro la settimana. Due gli snodi: il Consiglio dei ministri che si terrà oggi, alle 17 a Palazzo Chigi, e un altro Cdm in agenda giovedì. Ma alla vigilia tutto ancora balla, perché la coperta è corta e arrivare ad ammantare tutto è questione complessa. Ieri le riunioni si sono susseguite fino a sera per trovare la quadra, l’obiettivo è dare disco verde a un imponente piano casa - 100mila gli alloggi destinati alle categorie più deboli - e al decreto sul lavoro da varare in vista del primo maggio, all’esame del Cdm già oggi. Da ultimo, ma certo non per importanza, la proroga del taglio delle accise, misura onerosa in periodo di vacche magre ma necessaria visto l’impasse della situazione nel Golfo, con lo stretto di Hormuz ridotto alla paralisi da due mesi a questa parte.

Al ministero dell’Economia si fa di conto. Non è detto, infatti, che ci sarà un semplice prolungamento della sforbiciata dei prezzi di benzina e diesel alla pompa (la misura scade il 1 maggio, ndr). «Si procederà in base alle disponibilità - viene spiegato da fonti al lavoro sul dossier - se dalle pieghe del bilancio spunteranno 400-500 milioni di euro, allora si procederà con la proroga generalizzata di 15-20 giorni, altrimenti si interverrà selettivamente» tendendo la mano agli autotrasportatori e alle classi più disagiate, rimpinguando la carta “dedicata a te” con un bonus carburanti. Numeri alla mano, si tirerà la linea. Il che potrebbe avvenire già oggi, in una riunione tra i leader e il titolare del Mef a margine del Consiglio dei ministri chiamato a varare il decreto lavoro. Per il piano casa e l’intervento sui carburanti, invece, c’’è ancora da attendere: appuntamento a giovedì.