C’era ancora la falce e martello nel simbolo del partito post comunista. A San Giorgio a Cremano la sinistra governa da 30 anni. Da allora tre sindaci, uno per decennio. E a maggio nella città del record di longevità si torna al voto con una maxi coalizione di centrosinistra, a guida Pd. Ma senza i 5 Stelle, che vanno da soli. Quindi niente “campo largo”.

Dieci liste a sostegno di Michele Carbone, coordinatore infermieristico all’ospedale del Mare. «Faccio politica da quando avevo 18 anni. Mi sono candidato per la prima volta nel 1997 nella circoscrizione per il Pds», racconta alle centinaia di persone che lo ascoltano a Villa Bruno. Ieri pomeriggio i suoi 240 candidati al consiglio comunale li ha chiamati tutti a raccolta. Piena la sala per la presentazione della sua candidatura a sindaco nella città del vesuviano che di abitanti ne ha poco più di 40 mila.

Alle 17, mezz’ora prima dell’inizio, non si riesce a entrare. «Certo 240 è un numero che farebbe tremare chiunque, ma i miei candidati li conosco tutti. E abbiamo chiesto i casellari giudiziari. Per noi il contrasto alla criminalità organizzata è sempre stato prioritario», rassicura. Carbone non teme l’ingovernabilità: «Lavoreremo uniti, come è sempre accaduto qui». Anzi, «Michele farà meglio di me», è il pronostico di Giorgio Zinno seduto sul palco al suo fianco. Che oggi è consigliere regionale Pd e la fascia di sindaco l’ha tolta per passare alla Regione. Primo degli eletti con 30 mila voti. Carbone e Zinno si conoscono da sempre: «È stato il mio vicesindaco. Ora è riuscito a riunire quasi tutti, con lui anche pezzi che con me erano all’opposizione», sottolinea Zinno. In coalizione i simboli di socialisti, renziani, Avs e le liste civiche. Il “quasi è per i Cinque Stelle. A San Giorgio il campo largo è rinviato, il partito di Conte candida a sindaco Patrizia Nola. In corsa solitaria.