Dopo mesi di trattative sotto banco e battaglie di ego, l'opposizione israeliana compie il primo passo verso un compattamento per cercare di sconfiggere Benjamin Netanyahu, il premier più longevo della storia del Paese.
Naftali Bennett e Yair Lapid hanno rilanciato domenica il 'patto dei fratelli', testato già nel 2021 con il governo di rotazione che li vide entrambi premier della coalizione più eterogenea che avesse mai visto Israele: dalla sinistra liberal, alla destra nazionalista, passando per un partito arabo.
Un esperimento che durò poco più di un anno per la fragilità dell'alleanza.
Bennett, che da allora aveva preso una pausa dalla vita politica, e il centrista Lapid, oggi capo dell'opposizione in caduta libera nei sondaggi, hanno annunciato una lista congiunta, 'Yachad' (insieme), in vista delle elezioni che si terranno al più tardi il 27 ottobre prossimo. Il tentativo è quello di rivolgersi all'elettorato del Likud, mettendo alla guida della formazione Bennett, ex imprenditore dell'hi-tech, religioso liberale, che quando era sceso in campo nel 2013 superava a destra Netanyahu in materia di sicurezza e concessioni territoriali. "Agli elettori della coalizione che non accettano la degenerazione di questo governo dico: questa è la vostra casa. Io sono di destra, una destra liberale, e sono al comando", ha detto Bennett in conferenza stampa, cercando di posizionarsi come il Magyar israeliano.










