Insieme – di nome e di fatto – per sfidare il premier Benjamin Netanyahu alle prossime elezioni israeliane previste per il mese di ottobre di quest’anno. I due ex primi ministri Yair Lapid e Naftali Bennett, già ticket vincente nel giugno del 2021, annunciano «il primo passo nel processo di guarigione dello Stato di Israele», cioè la formazione della nuova lista BeYachad (“insieme” in ebraico).

Nome più adatto non potevano sceglierlo perché il brit haachim, il patto fraterno o la bromance, è proprio ciò che caratterizza il rapporto di fiducia reciproca fra due leader distantissimi: Bennett, sbarcato in politica dalla direzione di Yesha (l’organizzazione ombrello che rappresenta gli insediamenti israeliani in Cisgiordania) potrebbe essere descritto come un sionista religioso liberale; Lapid, di centro sinistra, conta su una solida base laica, volto del progressista medinat Tel Aviv, il piccolo “Stato di Tel Aviv”.

Yair Lapid, di centro sinistra, conta su una solida base laica, volto del progressista "medinat Tel Aviv", il piccolo “Stato di Tel Aviv”.

Il ritorno in politica della coppia non ha affatto il sapore della minestra riscaldata. Tutt’altro. L’annuncio del tandem rappresenta uno sviluppo di grande impatto sulla campagna elettorale sebbene, come scrive il giornalista del Canale12 israeliano Amit Segal, «fosse già scritto sul muro».