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Ankara, 27 apr. (askanews) – Scontri ad Ankara tra polizia e minatori turchi in sciopero della fame, arrivati all’ottavo giorno di protesta. I lavoratori hanno tentato di marciare verso il ministero dell’Energia, ma sono stati fermati dalle forze dell’ordine, che hanno usato spray urticante contro chi provava a superare le barricate e contro alcuni manifestanti accorsi in solidarietà.

I minatori chiedono il pagamento di salari arretrati, indennità e diritti sindacali che, denunciano, restano ancora senza risposta. La protesta arriva dopo giorni di mobilitazione e dopo la marcia verso la capitale.

“Abbiamo crediti da riscuotere, indennità, diritti sindacali – dice un minatore – Ci devono cinque o sei stipendi e il datore di lavoro ci paga solo una piccolissima parte di quello che ci spetta”.

Durante la protesta ci sono stati momenti di tensione, con alcuni lavoratori portati via e altri rimasti a terra dopo gli scontri con la polizia. A sostegno dei minatori è intervenuta anche l’Ordine degli avvocati di Ankara, che denuncia il blocco di un diritto garantito.