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27 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 18:18
L’aspro confronto tra Europa e Cina non riguarda solo sull’industria informatica e il cybersecurity act, bensì è a tutto campo. Bruxelles rivuole sovranità industriale, dopo decenni di globalizzazione e libero mercato. Pechino minaccia ritorsioni per difendere le aziende del Dragone, molto presenti e con corposi interessi nel Vecchio Continente. Stavolta nel mirino c’è la proposta della Commissione europea “sull’accelerazione industriale”, noto come accelerator act. E’ stata presentata da palazzo Berlaymont il 4 marzo, in attesa che si esprimano il Consiglio e il Parlamento di Ue per avviare i negoziati del trilogo. Da Pechino è già arrivata la minaccia della ritorsione, qualora l’Europa non tenesse in considerazione la posizione della Cina. Il Ministero del Commercio cinese (Mofcom) ha dichiarato in un comunicato di aver presentato le proprie osservazioni alla Commissione il 24 aprile, esprimendo “gravi preoccupazioni”. “La Cina seguirà da vicino il processo legislativo” e “è pronta al dialogo”, ha affermato il ministero. “Se l’UE ignorerà i suggerimenti e insisterà nell’adottare questo testo, danneggiando così gli interessi delle aziende, la Cina non avrà altra scelta che adottare contromisure”, ha il governo di Pechino.






