La Cina blocca Meta sull'intelligenza artificiale e ferma l'acquisizione di Manus, in un nuovo segnale delle tensioni tecnologiche e sull'intelligenza artificiale tra Pechino e Washington.

Il veto è stato imposto dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), che ha vietato l'investimento straniero e chiesto alle parti di ritirare l'operazione, stimata in oltre 2 miliardi di dollari. Il provvedimento segue una revisione regolatoria e le indiscrezioni delle scorse settimane su controlli stringenti da parte delle autorità cinesi.

Secondo il Financial Times, due co-fondatori, il ceo Xiao Hong e il chief scientist Ji Yichao, sarebbero stati convocati a Pechino e temporaneamente impossibilitati a lasciare il Paese durante l'esame dell'accordo. I due dirigenti operano abitualmente da Singapore, dove la società ha sede. Meta ha dichiarato all'Afp che "la transazione era pienamente conforme alle leggi applicabili" e di attendersi "una risoluzione appropriata". L'intesa, annunciata a dicembre, puntava a integrare nei prodotti del gruppo un agente avanzato di intelligenza artificiale, ampliandone le funzionalità per utenti e imprese. Manus, sviluppata dalla società Butterfly Effect, consente tra l'altro di analizzare curriculum e generare strumenti di analisi finanziaria. Già al momento dell'annuncio, tuttavia, diversi osservatori avevano segnalato il rischio di un intervento dei regolatori.