Il Kosovo è a un passo da nuove elezioni parlamentari anticipate, le terze in circa un anno e mezzo.

Il partito al governo del premier Albin Kurti, il Movimento Vetëvendosje (Lvv), e i due principali partiti di opposizione, il Partito Democratico del Kosovo (Pdk) e la Lega Democratica del Kosovo (Ldk), continuano ad avere profonde divergenze sul prossimo presidente della Repubblica da eleggere in Parlamento, anche dopo l'ultima offerta di Kurti, sabato scorso, per un accordo che risparmi al Paese nuove elezioni: esito inevitabile se non verrà eletto un nuovo presidente entro la scadenza costituzionale ultimativa di martedì 28 aprile.

L'Lvv ha dato al Pdk e all'Ldk tempo fino a domenica per presentare congiuntamente tre candidati per la presidenza del Kosovo.

Il partito al governo ha dichiarato su Facebook che ritirerà i suoi due candidati - Glauk Konjufca e Fatmire Mulhaxha-Kollçaku - dalla corsa se i due partiti di opposizione presenteranno i tre nomi richiesti. Tutti e tre i candidati dovessero essere "figure unificanti, con profili di elevata integrità civica e nazionale, con comprovato contributo nella vita professionale e sociale, e al di fuori dell'attuale panorama politico". Questa nuova offerta è stata definita "frivola" da entrambi i partiti del opposizione. Lumir Abdixhiku, ha scritto su Facebook che l'Ldk è pronto a candidare l' ex presidente, Vjosa Osmani, per un secondo mandato, se l'Lvv le garantisce 66 voti. Ldk ha 15 seggi nell'Assemblea. Il Presidente del Kosovo viene eletto con i due terzi dei voti nei primi due turni di votazione, oppure con 61 voti al terzo turno, ma sono necessari 80 deputati in aula affinché la sessione si tenga.