Si è aperto oggi a Tunisi, nella splendida cornice del Palazzo Ksar Saïd, il ciclo di tre giornate dedicate alla conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico.
Un'iniziativa che vede l'Italia protagonista con le sue tecnologie all'avanguardia per proteggere la bellezza senza tempo di questo Paese, nell'ambito del 70/o anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.
Ne dà notizia l' Ice Agenzia Tunisi, precisando che "il seminario-workshop inaugurato oggi non è solo un incontro tecnico, ma un vero laboratorio di cooperazione. Con la partecipazione di 13 eccellenze italiane del settore e oltre 50 operatori locali, stiamo costruendo il futuro del restauro conservativo". "In un momento cruciale, segnato anche dai recenti ritrovamenti archeologici dopo la tempesta "Harry", la sinergia tra i nostri esperti e le istituzioni tunisine (come l'Inp) diventa fondamentale per mettere in sicurezza e documentare tesori appena riemersi", sottolinea l'Ice. Il confronto si inserisce in una fase di rafforzamento della cooperazione culturale bilaterale. Nel gennaio scorso, durante la visita a Tunisi del ministro italiano della Cultura Alessandro Giuli, era stata firmata un'intesa tra l'Istituto centrale per il restauro e l'Institut national du patrimoine per la creazione del "Polo Patrimonio Tunisia", un programma di cooperazione archeologica centrato sulla formazione, sulla conservazione e sulla valorizzazione integrata dei siti tunisini. Il progetto prevede una fase pilota di 36 mesi nella regione del Cap Bon, con attenzione ai siti di Neapolis, Pupput e Kerkouane, e uno stanziamento di 2,2 milioni di euro. Nei prossimi giorni in programma "B2B e networking: Incontri mirati tra aziende italiane, musei, architetti ed enti pubblici tunisini.






