Negli ultimi tre anni aveva comprato, legalmente, diverse armi in California. Tra queste c’erano un fucile a pompa Maverick calibro 12, una pistola semiautomatica Armscor e diversi coltelli. Il giorno prima della cena dei corrispondenti con il presidente Trump ha prenotato una stanza al Washington Hilton, dove era previsto l’evento. Ha raggiunto la capitale viaggiando in treno, evitando i rigorosi controlli di sicurezza aeroportuali che avrebbero reso impossibile il trasporto dell’arsenale. E anche questo appare incredibile e mostra le numerose falle della sicurezza in un Paese dove non è difficile procurarsi delle armi, portarle in treno e nell’hotel dove è atteso il presidente. Cole Tomas Allen, 31 anni, residente in una villetta a Torrance, una cittadina di 140.000 abitanti nel Sud della California, a una quarantina di chilometri da Los Angeles, prima di tentare l’irruzione nella cena dove c’erano Trump e Vance ha inviato una sorta di manifesto ai fratelli. Lui stesso ha ironizzato su quanto fosse stato facile aggirare i controlli. Nel testo si è firmato “The friendly federal assassin” (l’amichevole assassino federale) e ha scritto: «La prima cosa che ho notato entrando nell’hotel è stata l’arroganza. Entro con diverse armi e nessuno lì dentro prende in considerazione la possibilità che io possa rappresentare una minaccia. La sicurezza all’evento è tutta all’esterno, concentrata sui manifestanti e sui nuovi arrivati, perché a quanto pare nessuno ha pensato a cosa succederebbe se qualcuno si presentasse il giorno prima. Questo livello di incompetenza è assurdo. Spero sinceramente che venga corretto prima che questo Paese abbia di nuovo una leadership davvero competente». Cole ha osservato: «Cosa succederebbe se al posto mio vi fosse un attentatore iraniano?».