L'Italia consegna agli Stati Uniti Xu Zewei, cittadino cinese sotto accusa per spionaggio industriale. Il sospetto è che abbia tentato di rubare segreti sul vacicno contro il Covid-19 nel 2020, all'apice della pandemia. Arrestato un anno fa all'aeroporto di Malpensa su mandato americano, si presume abbia legami con un gruppo di hacker sponsorizzati dal governo cinese, noto ome Hafnium. A gennaio un tribunale italiano ha approvato l'estradizione di Xu negli Stati Uniti, ma la Corte di Cassazione italiana ha respinto il suo ricorso all'inizio di questo mese.
La decisione, confermata al Financial Times da un funzionario, non è stata ancora formalmente notificata ma arriva dopo che la Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso di Xu contro l'estradizione, già approvata dall'italia a gennaio. Secondo l'Fbi e l'Agenzia statunitense per la sicurezza informatica e delle infrastrutture all'epoca della pandemia Pechino ha tentato più volte di violare i sistemi informatici dei gruppi americani che stavano studiando il virus.
Su Xu, 33 anni ai tempi dei fatti contestati, pendono nove capi d'imputazione in Texas. Le autorità lo accusano di avere hackerato i dati di università, ricercatori e virologi su indicazione del ministero della Sicurezza di Stato cinese. Lui ha sempre respinto le accuse sostenendo che ci sia stato uno scambio di persona.










