Il cantautore genovese classe 2000 presenta al Secolo XIX, in versione live, il brano “C’ho messo tutta l’anima”.
Il cantautore genovese Pietro Fasce, classe 2000, in arte Peppo
Genova – Lo abbiamo visto live alla Claque durante l’evento “La nuova Zena” organizzato da NoOx Worldwide e ci ha colpito per la sua spontaneità. Il cantautore genovese Pietro Fasce, classe 2000, in arte Peppo, il soprannome con cui lo hanno sempre chiamato sin da piccolino, con la musica si svela, non ha alcuna intenzione di indossare maschere: «Di fare quello duro e cazzuto o che ha un’esistenza straordinaria non mi interessa. Ho sempre visto i miei genitori farsi il mazzo, ho una sorta di etica nei confronti del lavoro e della vita: per questo racconto chi sono e cosa vivo, senza mentire».
Cresciuto nel quartiere di San Martino, in procinto di laurearsi in Ingegneria Gestionale a Genova, con il suo gusto pop, ha pubblicato “C’ho messo tutta l’anima”, un singolo prodotto da Dab, all’anagrafe Daniele Celli, che presenta dal vivo al Secolo XIX in una session girata sul Monte Fasce da Andrea Adi, in cui è accompagnato da Luca Ottonello al sax e dallo stesso Dab alle tastiere.
«Si tratta del primo vero singolo nato in collaborazione con Dab, con cui abbiamo inaugurato un ciclo – racconta Peppo – il pezzo parla di impegno, di metterci l’anima indipendentemente dai risultati. Si parla d’amore, può essere una canzone rivolta a una persona, ma anche alla musica. Da artista emergente sto cercando di ritagliarmi il mio spazio, di vivere il percorso senza rimanere ossessionato dalla meta».






