Chi si occupa di comunicazione in azienda lo sa bene: il punto non è avere a disposizione più canali, quello oggi è già risolto. Il vero tema è decidere quale usare, quando usarlo e con quale obiettivo.

Negli anni il messaging, inteso come insieme di tecnologie e pratiche che permettono alle aziende di parlare con le persone, ha attraversato una trasformazione silenziosa. Non è cambiato perché sono arrivati nuovi strumenti, è cambiato perché ha dovuto adattarsi a un contesto in cui l’attenzione è più fragile e le aspettative più alte.

Ha imparato che inviare non significa comunicare, che raggiungere non significa essere letti e che la presenza su più canali non garantisce risultati se manca una logica che li tenga insieme.

Nel frattempo, sono arrivati nuovi ambienti, come le piattaforme di messaggistica conversazionale, e altri si sono evoluti, ma il punto non è mai stato l’elenco dei canali. È la capacità di scegliere, ogni volta, quello più adatto.

Quando il canale non basta