Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Secondo Shalom Auslander Trump “perché fingere una sparatoria dovrebbe essere escluso dalle ipotesi?”
Il nuovo attentato negli Usa che ha messo nel mirino il Presidente Donald Trump è uno dei temi principali del momento. Sono tante le domande all’indomani degli spari che avrebbero potuto compiere una strage durante la cena dei corrispondenti esteri a Washington, anche sulle falle di sicurezza che hanno esposto il presidente degli Stati Uniti a un pericolo imminente. “Non ho avuto paura. Capisco la vita, viviamo in un mondo pazzo”, ha detto Trump in un’intervista a 60 Minutes. E questo tema della follia sembra tornare con una certa ricorrenza fin dalle ore immediatamente successive all’attacco, anche nell’analisi di chi non supporta il Presidente, con una chiave ovviamente diversa.
“Un pazzo ha cercato di uccidere un folle. Immagino che scopriranno che il pazzo leggeva, ascoltava e guardava altri pazzi – nei podcast, su Twitter, su TikTok, ecc… – il che, data l’insondabile stronzaggine del folle, ha reso le azioni del pazzo perfettamente logiche ai suoi occhi”, ha dichiarato il romanziere Shalom Auslander, commentando l’attacco in un’intervista a La Stampa. Inutile spiegare qui chi sia il folle e chi sia il pazzo, è abbastanza chiaro quanto abbia voluto dire Auslander, secondo il quale il destino è già scritto: “Parleremo per un po’ di quello che è successo, finché il folle non farà la prossima cosa da folle e il prossimo pazzo non farà la prossima cosa da pazzo, mentre nel frattempo i sociopatici tech-bro che hanno reso possibile ai folli e ai pazzi di controllare il nostro mondo se la ridono”.










