La Doyenne, la Liegi-Bastogne-Liegi, la più antica delle classiche monumento. La Slovenia è da oggi la quarta nazione tra le più vincenti. Cinque successi, come la Francia, merito quasi completamente (il quasi è per un successo di Roglic) di Tadej Pogacar. La edizione 112 della Doyenne è del fuoriclasse di Komenda e detta così, per uno che sta dominando il ciclismo in largo e in lungo, sembra facile.

Uno straordinario Paul Seixas

Ma così non è stato. Merito di Paul Seixas, 19 anni, francese. Ha tenuto testa a Pogacar sulla Redoute, la salita più iconica delle undici previste. Poi si è arreso Côte de la Roche aux Faucons. Ha provato il bluff, restando attaccato al campione del mondo, affiancandolo, quasi fingendo indifferenza. Poi, sull’ennesima accelerazione della maglia iridata, non ce la fatta: secondo, comunque splendido, nella Liegi più veloce della storia. Un predestinato, tanto da scomodare Bernard Hinault, il vate del ciclismo francese. Per lui ha speso parole di prudenza. La Francia lo vorrebbe già protagonista al prossimo Tour, ma il Tasso, che conosce la materia meglio di chiunque altro, ha detto che è meglio aspettare per non mettere troppa pressione sul talento. Evidentemente ha già capito che il digiuno di vittorie francesi alla Grande Boucle, che manca proprio dal suo ultimo sigillo del 1985, prima o poi si interromperà per merito di questo ragazzino di 19 anni.