Una ordinanza della Corte di Cassazione rischia di rivoluzionare i contratti RC Auto in Italia. La Suprema Corte ha messo seriamente in discussione la legittimità delle clausole che obbligano gli automobilisti a riparare la propria vettura solo presso le carrozzerie convenzionate con la compagnia assicuratrice, pena l’applicazione di franchigie più elevate o penali.
Il punto si svolta
La decisione, firmata dal presidente della sezione Luigi Alessandro Scarano e depositata il 23 aprile 2026, accoglie il ricorso di un assicurato contro la compagnia MMA IARD Assurance e annulla la sentenza della Corte d’Appello di Milano, rimettendo tutto in discussione.
Il caso in sintesi
La clausola contestata prevedeva una franchigia del 20% sul costo della riparazione qualora l’automobilista avesse scelto una carrozzeria non convenzionata. Il Tribunale di Milano, in primo grado, l’aveva dichiarata nulla perché abusiva e limitativa della libertà di scelta del consumatore. La Corte d’Appello aveva invece ribaltato il verdetto, ritenendola legittima. Ora la Cassazione ha bocciato questo secondo giudizio, ordinando alla Corte d’Appello di Milano (in diversa composizione) di riesaminare il caso. I giudici supremi hanno sottolineato che la clausola non può essere valutata isolatamente, ma deve essere analizzata nel contesto dell’intero contratto per verificare se determini «un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto» a danno del contraente più debole. «Le censure attengono sostanzialmente alla questione se la clausola […] sia vessatoria o abusiva in quanto limitativa della libertà contrattuale del contraente più debole», si legge nell’ordinanza. E ancora: «Va accertato se la clausola in argomento venga a configurarsi nella specie come abusiva in quanto volta a limitare la possibilità per il consumatore di esplicare pienamente la propria autonomia contrattuale nella fondamentale espressione rappresentata dal libero accesso al mercato».






