Milano, 26 apr. (askanews) – Il “Grattamacco Bianco” compie 40 anni con l’annata 2024 e conferma il ruolo di una delle prime esperienze dedicate ai vini bianchi nella storia di Bolgheri (Livorno). Questo Vermentino nasce da un percorso avviato quando il territorio era ancora lontano dall’identificazione attuale con questa varietà e quando la produzione bolgherese stava definendo il proprio profilo anche oltre i rossi.

La storia del bianco di Grattamacco comincia prima del Vermentino. Nel podere, già nel 1977, erano presenti vigne a bacca bianca con Trebbiano e Malvasia. Da quelle prime prove nacque un vino essenziale, ricordato da Luigi Veronelli come “vino sereno di scoperta innocenza”. Dopo i primi imbottigliamenti come Vino da Tavola, nel 1984 arrivò la prima annata legata alla nascente Bolgheri Doc Bianco. Il Vermentino entrò nella storia della Tenuta nel 1986. Grattamacco fu tra le prime realtà a piantarlo sulle colline di Bolgheri, in una fase in cui il potenziale del vitigno nel territorio era ancora poco esplorato. Da una selezione massale di vecchi filari indigeni prese forma uno dei primi esempi di Vermentino in purezza della zona.

Grattamacco Bianco nasce oggi da alcune tra le vigne di Vermentino più vecchie della Denominazione, con parcelle che arrivano a 40 anni di età. I vigneti si trovano a circa 100 metri sul livello del mare, su una terrazza naturale rivolta verso la costa. Suoli ricchi di argille bianche e flysch calcareo-marnoso, insieme con l’influenza costante delle brezze marine, definiscono il profilo del vino e la sua impronta salina. Il microclima mediterraneo, attenuato dalla ventilazione e dalle escursioni termiche, consente maturazioni progressive e aiuta a preservare freschezza e complessità aromatica. La natura dei suoli, legata ad antiche sedimentazioni marine, contribuisce alla struttura e alla riconoscibilità del vino.