Ogni volta che un capo usato viene ricomprato, ad esempio sulle piattaforme popolari come Vinted o Subito, il brand che lo ha prodotto non guadagna nulla, al contrario dell'ambiente e del consumatore.

Eppure il mercato della rivendita vale, solo in Italia, 27 miliardi di euro, pari all'1,2% del PIL nazionale, secondo l'Osservatorio Second Hand Economy di BVA Doxa, e a livello globale cresce a un ritmo tre volte più veloce rispetto al retail tradizionale, secondo Boston Consulting Group e Vestiaire Collective. I brand che hanno creato quei prodotti, restano fuori da questo mercato, senza visibilità né ricavi. Le analisi condotte dalla start up Dresso mostrano come il mercato secondario non gestito rappresenti, in media, tra il 10 e il 20% del fatturato first hand del brand stesso, con picchi nel segmento lusso e abbigliamento bambino. I prodotti di un singolo marchio medio possono arrivare a ventimila unità in vendita in un solo giorno sui principali marketplace dell'usato, a prezzi che sfuggono completamente al controllo del produttore e ne compromettono il posizionamento sul canale primario.

"Quando un brand analizza i dati della propria rivendita non gestita, scopre quasi sempre la stessa cosa: il suo concorrente più agguerrito non è un competitor di settore, ma il proprio prodotto già venduto che circola sul mercato secondario a prezzi che lui stesso non controlla. È un fatturato reale e tracciabile che le aziende stanno semplicemente regalando al mercato." afferma Enrico Pietrelli, co-founder e CEO di Dresso.