PALMOLI Legami tra madre e figli ridotti a uno schermo. Catherine attende di poter riabbracciare i suoi tre figli. Non li vede da circa un mese e mezzo, se non attraverso videochiamate. Il 6 marzo scorso, è stata allontanata dalla casa famiglia di Vasto dove ha vissuto con loro, con ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, in quanto «ostativa e non rispettosa delle regole interne». Al momento non le è concessa nessuna visita in presenza. Solo due videochiamate a settimana. Nathan, il marito, invece, può recarsi da loro ogni giorno.
Una delle principali preoccupazioni dei genitori riguarda le condizioni di salute di uno dei gemelli, che, secondo quanto riferito, non si alimenterebbe in modo regolare. Nell’ultimo atto depositato dai difensori della coppia anglo-australiana alla Corte di Appello dell’Aquila, dove era stato già presentato il reclamo, gli avvocati si soffermano anche sul giorno della separazione di Catherine con i bambini. «È ingiurioso, questa volta sì, negare il dolore e le urla di disperazione della bambina e l’annichilimento dei gemelli che come automi schizzavano i fogli in modo convulso. È ingiurioso negare che la stessa notte, e quelle a seguire, una operatrice ha dovuto dormire nella stanza dei bambini nel tentativo di contenere il profondo disagio vissuto, ed è ingiurioso negare che la struttura la stessa notte del 6 ha dovuto chiamare la mamma per provare a rassicurare i figli».






