SAN DONÀ (VENEZIA) - Giovedì avevano postato un omaggio al Piave, «fiume sacro alla patria», appena arrivati a San Donà per il concerto al Revolver: «Ciao Italia, finalmente siamo qui nel vostro Paese per la prima volta». Ma il passaggio a Nordest per l’unica tappa italiana del loro tour europeo ha lasciato un ricordo amaro agli ucraini 1914, gruppo death metal che raccoglie fondi per i soldati al fronte. Al momento di varcare la frontiera con l’Austria, per andare ad esibirsi venerdì a Salisburgo, la Guardia di finanza ha infatti trattenuto loro «a titolo di oblazione» 4.800 euro, in quanto non sarebbe stato dichiarato alle autorità doganali il possesso di contanti oltre la soglia di 10.000.

A rivelarlo è stata la stessa formazione, pubblicando sui propri canali social anche il verbale di contestazione, in cui le Fiamme gialle hanno dato conto pure dell’addebito di 2 euro «per il costo dell'operazione presso gli Uffici Postali per effettuare il trasferimento della somma contante presso gli Uffici competenti del Ministero dell'Economia e delle Finanze». Nell’atto, tradotto in lingua ucraina «tramite l'ausilio di Google Traduttore», è stata riportata anche la dichiarazione del musicista che viaggiava con i soldi: «Faccio parte di una band composta da 6 persone che fa concerti per raccogliere fondi da mandare in Ucraina sostenendo i militari e i loro parenti. Ho trasportato i soldi io anche per i miei colleghi in quanto ci eravamo messi d'accordo così. Abbiamo pagato le tasse in Italia come avete visto dai contratti che vi abbiamo mostrato. Non abbiamo infranto alcuna norma».