Roma, 24 apr. (askanews) – “La situazione che si sta delineando in agricoltura non ha precedenti. I riscontri provenienti dal campo sono allarmanti. In tutta Europa, agricoltori e cooperative sono costretti a scelte impossibili, poiché i costi di carburante, fertilizzanti, imballaggi, mangimi e logistica continuano a salire. Molti stanno riducendo le superfici coltivate, cambiando colture o abbandonando del tutto la semina, semplicemente perché la produzione stessa sta diventando economicamente insostenibile”. Lo sottolineano in una nota il Copa e la Cogeca che si sono incontrati a Bruxelles negli ultimi due giorni. E dopo una serie di colloqui con la Commissione europea, con il direttore generale della DG AGRI Pierre Bascou e con il presidente dell’American Farm Bureau, Zippy Duvall, le organizzazioni agricole europee hanno preso decisioni chiave su questioni fondamentali, dalle crescenti pressioni che colpiscono il settore al futuro della Politica agricola comune.
La sensazione condivisa da tutti i leader del settore agricolo è che la Commissione sia estremamente lenta a comprendere la situazione e che, finora, non abbia proposto alcuna misura concreta. “La Commissione parla, ma i fatti tardano ad arrivare – si spiega – Con due importanti conflitti che interessano il vicinato europeo, l’UE ha urgente bisogno di una risposta forte e coordinata, della stessa portata di quella messa in atto durante la pandemia di COVID-19 e in seguito all’invasione russa dell’Ucraina. Questa risposta deve salvaguardare la produzione alimentare, garantire la sicurezza energetica e preservare l’integrità del mercato unico”.







