C’è un giro di boa nei rapporti fra l’intelligenza artificiale, il crimine e la sua repressione. Sam Altman, numero uno di OpenAI, si è scusato pubblicamente perché la sua creatura non ha allertato la polizia prima della strage in cui due mesi fa hanno perso la vita otto persone a Tumbler Ridge, nella Columbia Britannica - e questo è già un fatto inconsueto, perché di solito i massacri a opera di serial killer (pazzi o lucidi che siano), avvengono negli Stati Uniti, mentre il Canada per quanto vicino risulta del tutto diverso da questo punto di vista. In una lettera pubblicata ieri, Altman ha espresso le sue condoglianze alla comunità, per non aver allertato le forze dell'ordine sul comportamento online di quello che in seguito si è manifestato come un pluriomicida, ma che già prima aveva lanciato segnali preoccupanti nel web.
Si è trattato di segnali così preoccupanti che OpenAI li aveva colti e aveva “bannato” l'account dell'attentatore già nel mese di giugno, però non lo aveva segnalato alla polizia. L'attentatore, identificato come il diciottenne Jesse Van Rootselaar, ha ucciso sua madre e il fratellastro prima di attaccare una scuola il 10 febbraio scorso; altre 25 persone sono rimaste ferite.









