Approvato alla Camera in via definitiva il decreto Sicurezza. I voti a favore sono stati 162, 102 i contrari; un astenuto. Il via libera da parte di Montecitorio è arrivato alla vigilia della scadenza del provvedimento e dopo una seduta fiume che ha fatto registrare, tra l'altro, 106 interventi (58 solamente dal Pd) che ha impegnato l'Assemblea, di fatto, per due notti e un giorno. Al centro delle contestazioni delle opposizioni che hanno caratterizzato tutta la discussione e il voto finale in Aula, i tempi ristrettissimi d'esame del provvedimento nelle Commissioni e in Aula, ma, soprattutto, la norma che prevede incentivi agli avvocati impegnati nell'assistenza ai rimpatri volontari. Tale misura, sulla quale si sarebbero appuntati anche rilievi da parte del Quirinale, verrà peraltro immediatamente rivista con il Dl “disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti” all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato a Palazzo Chigi subito dopo il via libera di Montecitorio al decreto legge sicurezza. I due testi risultano pertanto destinati a giungere, nello stesso tempo, alla firma del Capo dello Stato.
Sul decreto sicurezza «non ci vedo un precedente pericoloso, chiaramente avremmo preferito procedere correggendo in corsa ma questo avrebbe fatto decadere il decreto, creato un po' di problemi», ha detto la premier italiana Giorgia Meloni al termine del Consiglio europeo informale a Cipro.











