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L’europarlamentare ha annunciato la sua presenza in piazza a Milano il 25 aprile e anche a Dongo il giorno successivo
Ilaria Salis continua a ricoprire il ruolo di militante, nonostante sia stata eletta nel Parlamento europeo come rappresentante degli italiani. Tutti. I toni che utilizza nelle sue comunicazioni non si discostano da quelli dei centri sociali, dei quali ha fatto parte fino all’arresto in Ungheria, senza il quale non sarebbe stata eletta al parlamento europeo. E con il solito tono ha annunciato la sua presenza nel corteo del 25 aprile di Milano, senza però specificare il quale corteo sarà, se in quello degli antagonisti o in quello ufficiale. “Il 25 aprile sarò in piazza a Milano per celebrare la ricorrenza più bella, e vedrete quanti saremo – altro che quattro gatti della Lega per la remigrazione”, ha scritto sui social.
La narrazione secondo la quale in piazza Duomo lo scorso sabato ci fossero poche persone è stata smontata in più di un’occasione con i fatti ma quel che appare stonato, in questo annuncio di Salis, non sono tanto i toni, che si conoscono, quanto il cercare di costruire un racconto del 25 aprile come giornata di lotta e non di unione, considerando che si tratta del giorno della Liberazione dell’Italia. Un giorno, quindi, che non dovrebbe avere connotazioni politiche ma che è stato man mano trascinato dalla sinistra verso la militanza di rottura. Al di là di questo, Salis ha anche annunciato la partecipazione alla contromanifestazione al raduno che tradizionalmente si tiene a Dongo, sul lago di Como, organizzata dai nostalgici che ricordano la cattura di Benito Mussolini mentre tentava la fuga verso la Svizzera.






