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24 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 17:38
L’Occidente teme sempre di più gli hacker cinesi, mentre questi ultimi affilano le armi per la guerra ibrida e digitale. Nel mirino dei criminali informatici ci sono i ministeri e i servizi essenziali, da tempo, ma ora anche i dispostivi domestici. Come i router per la connessione internet WiFi o i frigoriferi smart, ovvero online e con processore integrato. Oggetti di uso quotidiano, decine di migliaia già violati, in tutto il mondo. Lo ha rivelato oggi il Financial Times citando come fonte i servizi segreti di diversi Paesi: Germania, Giappone, Olanda, Spagna, Svezia. Oltre alle nazioni del Five Eyes, l’alleanza tra Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. “L’uso di reti occulte costituite da dispositivi compromessi – note anche come botnet – per facilitare attività informatiche dannose non è una novità, ma gli attori informatici legati alla Cina le stanno ora utilizzando in modo strategico e su larga scala”, ha dichiarato il Centro nazionale per la sicurezza informatica del Regno Unito.
Cos’è una botnet? “Una rete priva di esseri umani, sostituiti dagli agenti dell’Intelligenza artificiale per colpire sistemi informatici h24, senza alcuna sosta”, dice William Nonnis, analista tecnico della presidenza del consiglio dei ministri, interpellato da ilfattoquotidiano.it. L’esperto riporta l’esempio di una palazzina da dieci appartamenti, ciascuno connesso ad internet: “‘Per rubare i dati, l’Ia prova ad intrufolarsi in tutte le case contemporaneamente, sarebbe impossibile per un essere umano. E’ la nuova frontiera del crimine informatico”, aggiunge Nonnis.






