Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 14:03

Deve usare la mano dura per riscuotere i tributi, ma sulle spalle lui stesso ha un pignoramento di 300 mila euro. Lo strano caso di Roberto Cicala, nominato dal sindaco di Taormina, Cateno De Luca, alla guida di Equità urbana, la neonata partecipata del Comune che si occuperà di riscuotere le tasse dei taorminesi, ha già messo sul piede di guerra le opposizioni.

“De Luca non può pretendere rigore ‘a colpi di megafono’, costruendo una narrazione punitiva verso i cittadini, e poi difendere senza esitazioni una nomina che apre un problema evidente di coerenza e credibilità. Sono anni che fa del rigore tributario una bandiera: proprio per questo, oggi, non può far finta di niente”, attacca Luca Manuli, consigliere comunale di opposizione.

La questione del pignoramento che grava su Cicala, infatti, ha creato scompiglio nella perla dello Jonio, tanto da fare traballare la sua poltrona. L’opposizione in consiglio ha presentato un’interrogazione chiedendone le dimissioni, dopo avere già duramente criticato la costituzione stessa della nuova partecipata, e tutto il sistema di nomine di De Luca. Una polemica infuocatissima che non accenna a spegnersi, neanche dopo la difesa in diretta social del primo cittadino.