La revisione strutturale dei compensi riconosciuti ai Consulenti tecnici d'ufficio (Ctu) e ai periti "è una esigenza non più rinviabile, risulta, infatti, evidente l'obsolescenza dell'attuale sistema tariffario, che lo rende sostanzialmente inadeguato rispetto alla complessità delle prestazioni professionali", e "non è accettabile", afferma il presidente dell'Anc (Associazione nazionale commercialisti) Marco Cuchel "che non sia riservata la dovuta attenzione a professionisti il cui ruolo è, di fatto, insostituibile nell'ambito dei procedimenti civili e penali, nei quali operano quali ausiliari del giudice e del pubblico ministero, contribuendo in maniera determinante alla formazione della decisione".
Il sindacato professione, in una nota, rammenta che "dal dicembre 2023, istituita dal ministero della Giustizia, esiste una commissione di studio per la rideterminazione degli onorari fissi, variabili e a tempo degli ausiliari del magistrato, con riferimento ai procedimenti penali, civili, amministrativi, contabili e tributari.
Il problema è che tali onorari, di fatto, sono bloccati, ancora oggi definiti sulla base di valori risalenti al 2002".
Ed è "un sistema, questo, le cui conseguenze rischiano di incidere negativamente sulla qualità delle consulenze tecniche e sull'efficienza stessa del sistema giustizia nella sua complessità". Cuchel sottolinea, infine, che "il nostro auspicio è che il ministero della Giustizia decida finalmente di attuare un adeguamento attraverso una revisione strutturale e che il nostro Consiglio nazionale proceda con la revisione dei compensi".






