“Non sapete quanto abbia desiderato portare uno spettacolo così, a Genova, da ligure. L’ho aspettato tanto e, finalmente, ci siamo”. Sono state queste le parole di Annalisa che hanno dato il benvenuto ai 4.500 presenti ieri, giovedì 23 aprile, allo Stadium della Fiumara per la “data 0” della seconda parte del tour iniziato a novembre 2025. Lo show, a parte qualche novità, è rimasto molto coerente (e, a tratti, simile) rispetto all’impostazione della prima parte del tour. Ciò che fin da subito ha colpito è stata l’eterogeneità dei presenti. Una fetta non indifferente rappresentava un target di pubblico decisamente adulto che, probabilmente, ha conosciuto Annalisa per le apparizioni sanremesi e che, col tempo, si è affezionato alle sue canzoni. Proprio questo target si è scatenato a ritmo delle coreografie sul palco. Diversi, tuttavia, erano anche i minori. In proporzione, la quota della Generazione Z, seppur presente, è stata quella meno “presente”.
Il live, come nella prima parte del tour, è stato diviso in tre atti (denominati “sogni”). Il primo, che ha aperto il concerto, era “Il fuoco: Il tempo è un fuoco che mi consuma, ma sono io quel fuoco”. Al centro della scena è stato ricreato un vulcano per simboleggiare il cuore pulsante dello spettacolo. Il suo nucleo circolare, fatto di “fuoco e luce” era un rimando al vortice, eco e metamorfosi del tour precedente. Il secondo “sogno” di Annalisa è stato, invece, “Il Fiume: Il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume”. E sul maxischermo, durante “Nuda”, sono comparse le scritte “nuda” e “vera”. Quasi a rivendicare una totale indipendenza sulla scelta dei suoi costumi di scena, al di là di commenti, osservazioni e critiche che, negli anni, non si sono fatte attendere.












