Da una parte gli attacchi all'Italia e alle sue istituzioni della propaganda del Cremlino. Dall'altra, il richiamo al diritto internazionale contro la "barbarie", ai valori di libertà e pace che ispirarono la Liberazione dalla "oppressione nazifascista". Nel giorno in cui il conduttore tv russo Vladimir Solovyev punta il suo megafono contro il Quirinale, Sergio Mattarella torna a scandire parole nette sugli "scenari scandalosi" prodotti da "guerre ingiustificabili". E ad ammonire contro chi con la propria "dissennatezza" mette a soqquadro un ordine internazionale che dovrebbe essere fondato sul dialogo, anziché sulla legge del più forte.

Non fa esempi, il capo dello Stato, che prende la parola incontrando al Colle le associazioni combattentistiche e d'arma in vista del 25 Aprile. Ma non è difficile immaginare quali siano, quegli scenari che ha in mente il presidente. L'Ucraina, Gaza, il Libano, per citarne alcuni: luoghi in cui "la dignità umana viene calpestata", il diritto internazionale "apertamente violato", quello umanitario "disatteso".

E non è un caso che l'inquilino del Colle torni sull'argomento proprio alla vigilia dell'81esimo anniversario della Liberazione, ricordando i valori che guidarono la lotta contro il nazifascismo: "Libertà, giustizia, pace, democrazia". Capisaldi "scolpiti nella nostra Costituzione" e posti "a fondamento della nostra coscienza civile". Principi che ci ricordano "quanto sia prezioso quel che abbiamo conquistato". E che per questo sono quanto mai attuali, è il senso dell'intervento del capo dello Stato.