Voleva tutto, ha preso tutto. Con arroganza, forzando la mano, spaccando il consiglio, raccontano più fonti. Senza nessuna concessione alle minoranze, sia per i sei consiglieri espressi dalla lista del cda che per il consigliere espresso dai fondi di Assogestioni. Luigi Lovaglio ha deciso di trascinare la terza banca italiana in uno scontro, duro violento, un Vietnam, di cui si è assunto la responsabilità. Non ci sono precedenti ad un annichilimento così plateale delle minoranze azionarie in una società quotata. Nei fatti è l'imposizione di una dittatura della maggioranza. Di una maggioranza eletta con meno della metà dei voti assembleari. Una falsa partenza. Lovaglio ha ottenuto le deleghe di amministratore e la riassunzione come direttore generale a maggioranza, facendo pesare il suo stesso voto. Un comportamento giudicato dai rappresentanti della minoranza totalmente illegittimo, soprattutto per la riassunzione in banca del manager come direttore generale. Lovaglio era stato licenziato dal Monte per giusta causa e, a sua volta, aveva citato la banca in tribunale.

Più volte su questo punto, i consiglieri hanno chiesto di sospendere e rinviare la discussione. Inutilmente. Così alla presidenza è stato eletto Cesare Bisoni, professore emerito dell'Università degli studi di Modena e già alla presidenza di Unicredit. Anche in questo caso un voto a maggioranza con l'astensione per garbo istituzionale (ma che vale comunque come voto contrario) di due consiglieri di minoranza. Ma soprattutto Lovaglio ha imposto che anche i due vice presidenti fossero eletti tra i consiglieri della lista Plt Holding. La scelta, sempre votata dalla sola maggioranza, è caduta su Flavia Mazzarella, ex presidente di Bper, ex vice direttore generale dell'Ivass ed ex amministratore di Saipem, Alerion e Garofalo, e su Carlo Corradini, ex consigliere delegato di Banca Imi. Riceveranno un compenso che oscillerà tra 200 e 400 mila euro. Un ulteriore strappo con le minoranze si è consumato sullo strategico comitato nomine. L'idea di nominare solo tre membri è stata ritirata. Ma la sostanza non cambia. Alla fine ne sono stati scelti soltanto quattro, tutti della maggioranza ed eletti a maggioranza (la presidente è Patrizia Albano). Antonella Centra, una delle consigliere elette nella lista del cda, ha rifiutato la candidatura a membro del comitato. Poi offerta e respinta anche dalla rappresentante di Assogestioni, Paola De Martini. Un ruolo da foglia di fico che hanno rifiutato entrambe.