La tregua teorica che tiene sospeso il Golfo, mettendo in crisi l'economia mondiale, non vale a Hormuz, dove si sta consumando una prova di forza tra Stati Uniti e Iran.

Donald Trump ha ordinato alle sue forze armate di "distruggere le posamine" nemiche che ostacolano il transito nello Stretto, mentre il blocco navale ai porti del regime continua ad operare, costringendo decine di imbarcazioni a invertire la rotta. Sul fronte opposto Teheran ha rivendicato i suoi successi, affermando di aver incassato i primi introiti dai pedaggi imposti alle imbarcazioni civili dei Paesi ostili.

Spettatore interessato è Israele, che osservando lo stallo della diplomazia ha annunciato di attendere "il via libera" dell'alleato per riprendere la guerra e riportare la repubblica gli ayatollah "all'età della pietra".

Nonostante la proroga unilaterale del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti, entrata in vigore l'8 aprile, i toni e le azioni dei due contendenti sono rimasti aggressivi. Trump ha ordinato alla Marina di "abbattere" tutte le imbarcazioni, "non importa quanto piccole, che posano mine" a Hormuz. "Non ci deve essere alcuna esitazione", le parole di fuoco postate su Truth.

Intanto Trump ha annunciato che il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato esteso di tre settimane. Il tycoon ha incontrato gli ambasciatori di entrambi i Paesi, impegnati nel secondo ciclo di colloqui.