Gentile Direttore,l’articolo di Massimiliano Panarari confonde una dinamica di mercato con una presunta “sconfitta” della Rai. La Rai non ha “perso” i diritti degli Internazionali di tennis semplicemente perché Sky li detiene dal 2024 fino al 2028, come è stato riportato correttamente da altre testate. Sky quest’anno ha deciso per proprie strategie commerciali e editoriali di non concedere sublicenze, sfruttando invece il chiaro su TV8. Una decisione industriale legittima, non un arretramento altrui.Più in generale, descrivere la Rai come marginale nello sport significa ignorare dati evidenti e soprattutto la complessità del mercato dei Diritti Sportivi in tutta Europa. Con uno dei canoni più bassi d’Europa, il servizio pubblico italiano garantisce un’offerta ampia, trasversale e nettamente superiore a quella di altri broadcaster pubblici.

La Rai continua a essere il principale punto di riferimento per lo sport azzurro: Olimpiadi fino a Brisbane 2032, Nazionali di calcio (maschili, femminili e giovanili), oltre a basket, volley e gran parte delle discipline olimpiche e paralimpiche. Eventi come Giro d’Italia, Tour de France, Coppa del Mondo di sci e Diamond League restano capisaldi della programmazione.A questo si aggiunge un elemento raro nel panorama europeo: un canale interamente dedicato come Rai Sport HD, che assicura visibilità anche alle discipline meno commerciali, quelle che il mercato, da solo, tende a escludere.Il punto, quindi, non è una fantasiosa irrilevanza della Rai, ma semmai la crescente concentrazione dei diritti premium in pochi operatori globali. Più che indulgere in letture nostalgiche o semplificazioni, sarebbe auspicabile attenersi a una rappresentazione più rigorosa dei fatti. *Direttore Diritti Sportivi Rai