Basket, equilibri familiari e quella sottile difficoltà delle donne al comando in un settore prettamente maschile tornano al centro di 'Running Point', la comedy di Netflix che debutta con la seconda stagione il 23 aprile.

Creata da Mindy Kaling, Ike Barinholtz e David Stassen, la serie è ispirata alla vita della proprietaria dei Lakers Jeanie Buss, anche produttrice esecutiva dello show, e racconta le vicende di un'immaginaria squadra Nba, i Los Angeles Waves.

Al centro della storia, che riprende con 10 episodi a poco più di un anno dalla stagione originaria, c'è Isla Gordon, interpretata da Kate Hudson. Donna determinata ma spesso sottovalutata, costretta a muoversi tra le pressioni di una famiglia ingombrante e le regole spietate del business sportivo, Isla si ritrova a guidare il club insieme ai fratelli Sandy e Ness (Drew Tarver e Scott MacArthur), dopo che l'altro fratello Cam (Justin Theroux) deve mollare per entrare in riabilitazione.

Gordon non è più "la sorpresa che guida i Los Angeles Waves", ma diventa "l'osservata speciale", considera Hudson in conferenza stampa.

Tornano nel cast principale anche Brenda Song, Fabrizio Guido, Chet Hanks, Toby Sandeman e Uche Agada. "È la prima volta che ho il privilegio di interpretare un personaggio per più di una stagione o di un film. È proprio bello: puoi andare più a fondo e non devi più gettare le basi. Puoi partire subito di slancio", ha riflettuto l'attrice, 47 anni e due candidature agli Oscar, per 'Quasi famosi' nel 2000 e quest'anno per il delizioso 'Song Sung Blue'. "Il ritorno di Cam in questa stagione fa di nuovo sentire Isla sulla graticola e innesca il conflitto tra come la vedono i fratelli e come si vede lei stessa. Questo rende la stagione molto, molto divertente", dice l'ex protagonista delle rom-com per il grande schermo 'Come farsi lasciare in 10 giorni' o 'Bride Wars - La mia migliore nemica'.