TORINO - "È stata una pagina dolorosa per il calcio italiano e per me stesso. Se me lo avessero detto dodici anni fa, avrei risposto che sarebbe stato molto più facile vedere 1.000 alieni intorno a me piuttosto che l'Italia non qualificata per tre Mondiali consecutivi. Ma questa è la realtà."
In una lunga intervista al quotidiano inglese The Guardian, Gigi Buffon parla di sé, spaziando per la sua intera carriera, di passato e di futuro, incluso quello del calcio italiano, tra dolore, stupore e una sufficiente dose di ottimismo. "Per superare tutto questo dobbiamo capire perché ci sono queste difficoltà. Dobbiamo cambiare. Se siamo lucidi in questa analisi, abbiamo il potenziale per creare un futuro molto migliore. Ma se neghi che ci sia un problema, allora quel problema rimarrà sempre lì".
La crisi del calcio italiano secondo Buffon
Quando si tratta di individuare le cause della crisi, Buffon non si rifugia nell'ambiguità e ne cita tre: "La prima è la globalizzazione, che ha permesso a tutte le squadre di essere molto competitive, e il livello medio di gioco è aumentato molto. La seconda è che fino a 15 anni fa, quando vincevamo, eravamo tatticamente più forti dei nostri avversari. Terzo, abbiamo dei giocatori fantastici, ma quello che manca è il talento creativo di gente come Baggio, Del Piero o Totti".







