Due medaglie d'oro, una nel Super-G e l'altra nello Slalom Gigante, 10 mesi dopo essersi fratturata il piatto tibiale e il legamento crociato anteriore. Una roba che stroncherebbe la carriera di chiunque. Non quella di Federica Brignone, lady di ferro dello sci che si è raccontata in un'intervista al Corriere. Dove ha trovato la forza Federica? Lo spiega lei stessa: “La forza per rimettere gli sci l’ho trovata dentro di me, non l’avrei mai fatto per nessun altro. È stata una sfida personale: fare qualcosa che era praticamente impossibile e dimostrare a me stessa — ancora una volta — che con la testa, il duro lavoro e la dedizione sarei potuta rinascere”.

Il lungo stop, la fisioterapia e il ritorno a Cortina sul gradino più alto del podio: “Ero incredula, mi chiedevo: l’ho fatto davvero?”. Fondamentali la famiglia, gli amici di sempre, il suo staff, la Federazione certo, ma anche uno psicologo: “Mi sono confrontata qualche volta con Beppe Vercelli che segue la squadra e ho fatto un paio di volte ipnosi. In passato avevo fatto un percorso più intenso con un altro psicologo e nel momento più difficile mi è stato molto utile avere già acquisito degli strumenti e tirarli al bisogno. Se avessi avuto un incidente così grave dieci anni fa non l’avrei affrontato come adesso: tutte le esperienze vissute e il lavoro fatto su me stessa negli anni mi ha aiutato”.