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Ultimo aggiornamento: 8:05

L’amministrazione Trump prende di mira il Perù, minacciando di “usare tutti gli strumenti a disposizione” per “tutelare” gli interessi di Washington nel Paese. La ragione: il presidente ad interim, José Balcázar, ha sospeso l’acquisto di 24 F-16 Block 70 (Lockheed Martin). L’operazione era stata concordata con l’ex-presidente José Jerí, rimosso dall’incarico il 17 febbraio e sotto processo per corruzione. Per Balcázar l’operazione, dal valore di 3,5 miliardi di dollari, comporta un “indebitamento molto consistente per il Paese”. Il presidente – il cui mandato scade a luglio – ha rinviato la decisione al prossimo governo che nascerà da “un’elezione e dalla volontà dei cittadini” e avrà quindi la legittimità per “occuparsi di temi di questa portata”. Balcázar ha ribadito che “non c’è un contratto firmato” e “nemmeno un cronoprogramma” che illustri i passaggi dell’acquisto.

Se ne discuterà in Consiglio dei ministri che “nei prossimi giorni” dovrà prendere una decisione. Di qui la reazione scomposta dell’ambasciatore Usa a Lima, Bernie Navarro, su X: “Se trattate in malafede con gli Stati Uniti e boicottate gli interessi statunitensi siate certi che, come rappresentante dell’amministrazione Trump, userò tutti gli strumenti a disposizione per tutelare e promuovere la prosperità e la sicurezza del nostro Paese e della regione”. Interpellato dalla stampa, Balcázar ha sostenuto che l’ambasciatore Usa “non è ben informato” sui motivi reali della sospensione dell’acquisto. “Vorrei parlare con il presidente Trump e spiegargli la situazione”, ha rilanciato il capo di Stato peruviano, denunciando che “non è consono l’atteggiamento di un ambasciatore intento a imporre una compravendita” a un Paese terzo. E ancora: “Il rinvio del contratto non dovrebbe comportare alcun rischio per la tenuta dei rapporti bilaterali”.